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Ermeneutica del laconico Malvino


Diario


15 dicembre 2007

IL PUNTO SU MALVINO (1)

E' con innegabile piacere che, a distanza di più di 8 mesi, riapre questo dimenticato blog per celebrare le gesta di Malvino.

Tutto comincia molto recentemente quando, con post intitolato Avviso di chiamata (http://malvino.ilcannocchiale.it/post/1712447.html) il dottor Malvino proprio non riesce a tener fede alla tattica di tacere e subire, cui lo ha costretto la redazione di topgonzo, in particolare nella figura di uno dei redattori che il dottore ben conosce. Così, costretto a forgiarsi uno scudo verbale, uno, uno purchessia, il dottore come al solito esagera e commissiona ad uno dei suoi demiurghi anche lancia spada elmo corazza e schinieri: così conciato, parte all'attacco: 

Come tutti i blog che accettano commenti, anche Malvino ha due o tre troll “storici”. I loro commenti sono subito cancellati, anche quando potrebbero essere salvati per quel barlume di umanità che non è mai del tutto assente neanche nei grugniti del porco e nell’eloquio del pappagallo, e per quel grano di saggezza che non è mai del tutto assente neanche nel cerebrotraumatizzato grave. Ma se date confidenza a un troll – dovreste sapere – siete fottuti, quindi il consiglio è: non date mai credito a un troll, anche quando sareste tentati: non chattate con lui nella pagina dei commenti, vivrebbe di questo, potendo. Uno dei troll che (ormai sempre più raramente) lascia qualche commento ai post di Malvino è un tizio di cui ovviamente non farò il nome, anzi il nick (perché un troll non ha mai un nome e un cognome, non è nella grazia d’averne maturato diritto). Non dirò chi è – e però oggi l’e-mail d’un caro amico che s’interessa di telefonia me ne ha rivelato nome, cognome e indirizzo – dirò solo che ha un blogguccio poco curato dove scacazza spocchie da melomane, così m’ha capito. Ora la questione è: ho un numero telefonico a disposizione per poter fare io il troll a casa sua, che faccio, lo uso? Ovviamente con le opportune cautele (da cabina pubblica, ecc.), lo uso? Che faccio, gli spavento le femmine di casa? Non me la sento: per femmine di casa i tizi come lui, solitamente, hanno una moglie piena di Tavor e di cellulite, o un’anziana madre con l’osteoporosi, o più spesso non hanno femmine per casa (infatti hanno una particolare predilezione per i blog femminili, dove lasciano commenti intensi e lapidari). E però mi conosco: non so resistere alle tentazioni. 

Ma si sa che quando si è sospinti da invidia, nata da presupponenza - o, forse meglio, da trombonismo ferito- difficilmente si coglie il bersaglio giusto, e sempre si scoprono i lati deboli, com' è evidente per chiunque legga con attenzione le parole del dottore. Ma la storia non finisce qui, perché il collega invidiato non è di quelli che tardano a reagire, e soprattutto di quelli che mancano il bersaglio. Dilettatevi, signori:

Ecco, Dottore: noi si avrebbero alcuni commenti. Prima di tutto, le rinnoviamo i complimenti per la sua acquisita proprietà lessicale. Proprio una bella ripulita lei ha dato –un po’ anche grazie a noi- al suo italiano. Non ci sono più , non ci sono più dìa. Mica sono tanti quelli capaci di darsi una sistemata così tardiva, sa? Di solito le scuole che fai ti segnano per la vita. (Sappiamo anche di avere parte del merito, ma non ci interessa riceverne credito. Ci dispiace solo che lei non ci sia arrivato prima, perché si sa che Ferrara è piuttosto schizzinoso, e forse doverle continuamente correggere le lettere ha inciso su quella famosa, improvvida, decisone).

Veniamo invece ai contenuti del suo scritto. Non concordiamo, e ce ne dispiace, con la definizione di troll. E’ ben vero che noi mettiamo, ogni tanto, commenti sul suo blog, dove sappiamo di non essere graditi. Tuttavia, i commenti sono sempre urbani, e, dopo l’immancabile, immediata cancellazione (ma è sempre in rete, lei, Dottore?) non vengono mai reiterati. Se vuole esempi di veri troll, possiamo dargliene un bel fascio, visto che qui da noi abbondano. Diciamocelo con franchezza: all’opposto dei troll, a noi ricevere feeding da lei darebbe, probabilmente, imbarazzo.

Sembrerebbe quindi che lei non ci avesse in simpatia più per quello che scriviamo qui, che per quello che scriviamo da lei. E, sempre sull’onda di questo accesso di sincerità che ci ha preso, riteniamo che uno permaloso come lei ne abbia ben donde (o forse d’onde? Ci dica lei, Dottore, adesso che lei sa di italiano).

Ma veniamo alla parte più succosa del suo scritto. Sembra che lei abbia un caro amico che “si interessa di telefonia”. Ci complimentiamo per le sue frequentazioni, Dottore. Lo sa che anche Tronchetti Provera ha un amico così? Che sia lo stesso amico? Per darle un indizio, quello di Tronchetti è reduce da un lungo soggiorno in un albergo statale, nel quale mangiava e dormiva a spese del contribuente. Noi non lo abbiamo mai incontrato, ma a guardarne la foto ci pare provvisto di un’eleganza, di un portamento che ci ricordano i suoi, Dottore. Va’ a vedere: adesso sappiamo che è fuori, per cui potrebbe avere ripreso a far piaceri agli amici.

Basta: non ha importanza l’identità del suo caro amico. Ci sembra più interessante cogliere il senso delle sue argomentazioni. Lo sa, Dottore, che a una lettura sbrigativa si potrebbe darvi la malevola interpretazione che lei minacci molestie telefoniche? Sarebbe, lo specifichiamo subito, una lettura troppo sbrigativa. Come se uno squisito prosatore quale lei è, e per giunta un Dottore, fosse assimilabile a un qualsiasi guappo di cartone. Oltre a tutto, potremmo essere tacciati di nutrire prevenzioni etniche, come se provenire dall’agro campano fosse di per sé indizio di mentalità camorristica. Nulla di più lontano dal nostro sentire, Dottore. Anche perché noi nutriamo per lei sincera stima: cavarsi fuori con tale puntiglio, darsi una verniciata che neanche una Rolls Royce, e iterare la verniciatura ben addentro alla mezza età: questo, Dottore, è avere stoffa. Chapeau, per dirla col suo recente nemico. Continuando così, lei diventerà uno che ha classe, Dottore. Altro che gomme tagliate, altro che panino tagliato in due per accogliere il centone, altro che telefonate dalla cabina di Poggioreale (le mangia la scheda, sa, Dottore?).

Dribblando una sua non garbata osservazione sulla nostra competenza in materia di musica (avremmo tanto da imparare, è vero: ci ha colpito una sua definizione di Rossini musicista barocco, ma sappiamo che sarebbe troppo chiederle lumi, dopo quello che le abbiamo fatto) possiamo andare, dritti dritti, al tema che sembra più intrigarla, cioè quello delle donne. Lì, purtroppo, il suo caro amico non ha potuto informarla, per cui lei è costretto a andare un po’ alla cieca, formulando una serie di ipotesi. Diciamo subito che anche in questo lei ha dimostrato progressi eccezionali, rispetto a solo due-tre anni or sono. Non ci sono dubbi, e ne possediamo l’evidenza, che fino a qualche tempo fa lei si sarebbe esibito in fini allusioni alla nostra omosessualità, magari accoppiandola con presunte inclinazioni politiche, giungendo rapidamente a quella vetta mai superata del suo repertorio che è l’appellativo di nazichecca. Non così oggi, Dottore. Oggi lei esibisce un tratto decisamente più signorile, anche se venato da una trasversalità che ci riporta, suo e nostro malgrado, alle origini di cui si è detto. Col suo particolarissimo stile, esorta a chercher la femme. Noi non soddisferemo la sua curiosità, Dottore, e non le confideremo se abbiamo una moglie piena di Tavor e di cellulite, o un’anziana madre con l’osteoporosi, o se manchino del tutto le femmine nella nostra umile dimora, o se, per caso, il suo proverbiale acume l’abbia abbandonata, mentre formulava queste cavalleresche ipotesi. Preferiamo notare, con un certo orgoglio, come lei abbia l’amabilità di seguirci nelle nostre apparizioni su blog diversi dai nostri e dal suo. Il piacere che ce ne deriva raffredda una curiosità che, lei ne converrà, verrebbe spontanea: ma lei, questa onnivora e onnipresente attività di scrittore/guardone del web, la pratica da solo o con l’aiuto di cari amici
permalink | inviato da topgonzo il 14/12/2007 alle 23:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa




permalink | inviato da malvinone il 15/12/2007 alle 12:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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