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Ermeneutica del laconico Malvino


Diario


15 dicembre 2007

IL PUNTO SU MALVINO (2)

E così, sempre su http://topgonzo.ilcannocchiale.it la redazione decide di sintetizzare la situazione dei rari rapporti con il dottor Malvone, amante del raschio, dopo ch'egli ha definitivamente cassato il suo imprudente assalto, abbandonati dietro a un cespuglio, vicino alle tracce scure ma non solide di un'inequivocabile scarica di paura, giacciono gli schinieri, grave impedimento alla fuga... ma, girando nei paraggi, si vede che qui riman l'elmo, e là riman lo scudo, lontan gli arnesi, e più lontan l'usbergo: l'arme sue tutte, in somma vi concludo, avean pel bosco differente albergo.

REDAZIONE, FACCIAMO IL PUNTO?

In qualità di fondatore, autorizzato dal Supervisore, propongo qualche conclusione provvisoria sul lavoro svolto fino ad oggi dal niblog.

Dei due compiti che ci siamo assegnati -mai oseremmo dire missioni, che lasciamo ai molti Malvoni - il primo, rispondente a un'estetica che piace definire edonistica, va consegnato al giudizio dei lettori: ma non esitiamo ad affermare che noi ci siamo divertiti assai, soprattutto quando il sig. Train e il sig. Topo, nostri fessi preferiti, si facevano pestare in diretta. Le laconiche e talora dolenti caccole del Train di gran lunga superano le logorree del Topo, ma anche lui ha fatto la sua parte.

Sul secondo compito, quello pedagogico, ci sentiamo di pronunciare un giudizio. Suicidato il sig. Train, esiliato il topo, restano l'Adipolfo e il Malvone. Malvone, va detto, s'è dimostrato di gran lunga il più fesso dei due. Ci sorgono addirittura dei dubbi, oggi che se n'è gghiuto con la coda fra le gambe, anzi, insinuata su su nello stesso luogo ove tuttora il sig. Train tiene confitto il sax tenore del nostro Odean Pope... anzi, crepi l'avarizia, con coda e lingua sospinte a forza in his asshole... il dubbio, si diceva, è che il dott. Malvone scriva da molto più in su del suo culo di quanto non faccia topogonao, il che farebbe scendere il nostro eroe eponimo addirittura al terzo posto della classifica generale.

La recente figura di merda toccata a Malvone è senza pari: scrivi cancella correggi riposta riraschia gli è valsa uno dei più clamorosi pacchi nella storia del cannocchio: Altro che lacrime Christi: sunt lacrimae rerum, Malvo'!

Ancora una cosa, Dottore: non avendo ammimratori che ci mandino prelibatezze, non rischieremo l'esperienza che incombe su di Lei, visto l'esito del primo scontro aperto che ha voluto ingaggiare con la redazione, incappando, ahilei, nel più idoneo a ridurla a' termini debiti, che sarebbero poi quelli di dare le dimissioni (in lacrime!) anche dal cannnocchio: nam - ci affidiamo alla sua sconfinata cultura - cupide conculcatur mimis ante metutum.

p.s.
Non vogliamo anticiparLe la natura dell'esperienza imminente. Ma vedrà che al momento giusto gliela sapremo ricordare, sig. cagùn da botte.




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15 dicembre 2007

IL PUNTO SU MALVINO (1)

E' con innegabile piacere che, a distanza di più di 8 mesi, riapre questo dimenticato blog per celebrare le gesta di Malvino.

Tutto comincia molto recentemente quando, con post intitolato Avviso di chiamata (http://malvino.ilcannocchiale.it/post/1712447.html) il dottor Malvino proprio non riesce a tener fede alla tattica di tacere e subire, cui lo ha costretto la redazione di topgonzo, in particolare nella figura di uno dei redattori che il dottore ben conosce. Così, costretto a forgiarsi uno scudo verbale, uno, uno purchessia, il dottore come al solito esagera e commissiona ad uno dei suoi demiurghi anche lancia spada elmo corazza e schinieri: così conciato, parte all'attacco: 

Come tutti i blog che accettano commenti, anche Malvino ha due o tre troll “storici”. I loro commenti sono subito cancellati, anche quando potrebbero essere salvati per quel barlume di umanità che non è mai del tutto assente neanche nei grugniti del porco e nell’eloquio del pappagallo, e per quel grano di saggezza che non è mai del tutto assente neanche nel cerebrotraumatizzato grave. Ma se date confidenza a un troll – dovreste sapere – siete fottuti, quindi il consiglio è: non date mai credito a un troll, anche quando sareste tentati: non chattate con lui nella pagina dei commenti, vivrebbe di questo, potendo. Uno dei troll che (ormai sempre più raramente) lascia qualche commento ai post di Malvino è un tizio di cui ovviamente non farò il nome, anzi il nick (perché un troll non ha mai un nome e un cognome, non è nella grazia d’averne maturato diritto). Non dirò chi è – e però oggi l’e-mail d’un caro amico che s’interessa di telefonia me ne ha rivelato nome, cognome e indirizzo – dirò solo che ha un blogguccio poco curato dove scacazza spocchie da melomane, così m’ha capito. Ora la questione è: ho un numero telefonico a disposizione per poter fare io il troll a casa sua, che faccio, lo uso? Ovviamente con le opportune cautele (da cabina pubblica, ecc.), lo uso? Che faccio, gli spavento le femmine di casa? Non me la sento: per femmine di casa i tizi come lui, solitamente, hanno una moglie piena di Tavor e di cellulite, o un’anziana madre con l’osteoporosi, o più spesso non hanno femmine per casa (infatti hanno una particolare predilezione per i blog femminili, dove lasciano commenti intensi e lapidari). E però mi conosco: non so resistere alle tentazioni. 

Ma si sa che quando si è sospinti da invidia, nata da presupponenza - o, forse meglio, da trombonismo ferito- difficilmente si coglie il bersaglio giusto, e sempre si scoprono i lati deboli, com' è evidente per chiunque legga con attenzione le parole del dottore. Ma la storia non finisce qui, perché il collega invidiato non è di quelli che tardano a reagire, e soprattutto di quelli che mancano il bersaglio. Dilettatevi, signori:

Ecco, Dottore: noi si avrebbero alcuni commenti. Prima di tutto, le rinnoviamo i complimenti per la sua acquisita proprietà lessicale. Proprio una bella ripulita lei ha dato –un po’ anche grazie a noi- al suo italiano. Non ci sono più , non ci sono più dìa. Mica sono tanti quelli capaci di darsi una sistemata così tardiva, sa? Di solito le scuole che fai ti segnano per la vita. (Sappiamo anche di avere parte del merito, ma non ci interessa riceverne credito. Ci dispiace solo che lei non ci sia arrivato prima, perché si sa che Ferrara è piuttosto schizzinoso, e forse doverle continuamente correggere le lettere ha inciso su quella famosa, improvvida, decisone).

Veniamo invece ai contenuti del suo scritto. Non concordiamo, e ce ne dispiace, con la definizione di troll. E’ ben vero che noi mettiamo, ogni tanto, commenti sul suo blog, dove sappiamo di non essere graditi. Tuttavia, i commenti sono sempre urbani, e, dopo l’immancabile, immediata cancellazione (ma è sempre in rete, lei, Dottore?) non vengono mai reiterati. Se vuole esempi di veri troll, possiamo dargliene un bel fascio, visto che qui da noi abbondano. Diciamocelo con franchezza: all’opposto dei troll, a noi ricevere feeding da lei darebbe, probabilmente, imbarazzo.

Sembrerebbe quindi che lei non ci avesse in simpatia più per quello che scriviamo qui, che per quello che scriviamo da lei. E, sempre sull’onda di questo accesso di sincerità che ci ha preso, riteniamo che uno permaloso come lei ne abbia ben donde (o forse d’onde? Ci dica lei, Dottore, adesso che lei sa di italiano).

Ma veniamo alla parte più succosa del suo scritto. Sembra che lei abbia un caro amico che “si interessa di telefonia”. Ci complimentiamo per le sue frequentazioni, Dottore. Lo sa che anche Tronchetti Provera ha un amico così? Che sia lo stesso amico? Per darle un indizio, quello di Tronchetti è reduce da un lungo soggiorno in un albergo statale, nel quale mangiava e dormiva a spese del contribuente. Noi non lo abbiamo mai incontrato, ma a guardarne la foto ci pare provvisto di un’eleganza, di un portamento che ci ricordano i suoi, Dottore. Va’ a vedere: adesso sappiamo che è fuori, per cui potrebbe avere ripreso a far piaceri agli amici.

Basta: non ha importanza l’identità del suo caro amico. Ci sembra più interessante cogliere il senso delle sue argomentazioni. Lo sa, Dottore, che a una lettura sbrigativa si potrebbe darvi la malevola interpretazione che lei minacci molestie telefoniche? Sarebbe, lo specifichiamo subito, una lettura troppo sbrigativa. Come se uno squisito prosatore quale lei è, e per giunta un Dottore, fosse assimilabile a un qualsiasi guappo di cartone. Oltre a tutto, potremmo essere tacciati di nutrire prevenzioni etniche, come se provenire dall’agro campano fosse di per sé indizio di mentalità camorristica. Nulla di più lontano dal nostro sentire, Dottore. Anche perché noi nutriamo per lei sincera stima: cavarsi fuori con tale puntiglio, darsi una verniciata che neanche una Rolls Royce, e iterare la verniciatura ben addentro alla mezza età: questo, Dottore, è avere stoffa. Chapeau, per dirla col suo recente nemico. Continuando così, lei diventerà uno che ha classe, Dottore. Altro che gomme tagliate, altro che panino tagliato in due per accogliere il centone, altro che telefonate dalla cabina di Poggioreale (le mangia la scheda, sa, Dottore?).

Dribblando una sua non garbata osservazione sulla nostra competenza in materia di musica (avremmo tanto da imparare, è vero: ci ha colpito una sua definizione di Rossini musicista barocco, ma sappiamo che sarebbe troppo chiederle lumi, dopo quello che le abbiamo fatto) possiamo andare, dritti dritti, al tema che sembra più intrigarla, cioè quello delle donne. Lì, purtroppo, il suo caro amico non ha potuto informarla, per cui lei è costretto a andare un po’ alla cieca, formulando una serie di ipotesi. Diciamo subito che anche in questo lei ha dimostrato progressi eccezionali, rispetto a solo due-tre anni or sono. Non ci sono dubbi, e ne possediamo l’evidenza, che fino a qualche tempo fa lei si sarebbe esibito in fini allusioni alla nostra omosessualità, magari accoppiandola con presunte inclinazioni politiche, giungendo rapidamente a quella vetta mai superata del suo repertorio che è l’appellativo di nazichecca. Non così oggi, Dottore. Oggi lei esibisce un tratto decisamente più signorile, anche se venato da una trasversalità che ci riporta, suo e nostro malgrado, alle origini di cui si è detto. Col suo particolarissimo stile, esorta a chercher la femme. Noi non soddisferemo la sua curiosità, Dottore, e non le confideremo se abbiamo una moglie piena di Tavor e di cellulite, o un’anziana madre con l’osteoporosi, o se manchino del tutto le femmine nella nostra umile dimora, o se, per caso, il suo proverbiale acume l’abbia abbandonata, mentre formulava queste cavalleresche ipotesi. Preferiamo notare, con un certo orgoglio, come lei abbia l’amabilità di seguirci nelle nostre apparizioni su blog diversi dai nostri e dal suo. Il piacere che ce ne deriva raffredda una curiosità che, lei ne converrà, verrebbe spontanea: ma lei, questa onnivora e onnipresente attività di scrittore/guardone del web, la pratica da solo o con l’aiuto di cari amici
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1 aprile 2007

LACONICO E RASCHIONICO, L'EX OMOFOBO MALVONE

è sopraffatto, mentre rimaneggia il suo sempre identico (da 2 anni a questa parte) post da mangiapreti posticcio, dal suo penchant perverso di irrefrenabile raschione.

Raschia raschia, dottor Malvone, questo commento al suo  penultimo noiosissimo poema didascalico (che verte sul sig. Bagnasco predicante in Genova)

commento di la redazione   il 01/04/2007 17.14.04, 82.60.57.xxx

Guardate, noi abbiamo conosciuto e letto Malvone nel 2003 sul forum del riformista, quando scriveva ancora tutti i giorni a Ferrara, che gli pubblicava soltanto il 15% delle sue e.mail, e per questo è stato preso in odio dal tenutario di questo bordello. Da allora ha fatto, bisogna onestamente riconoscerlo, una sola gran capriola, di quelle cui è avvezzo da 35 anni, e da allora su questa barricata sta con fiero e immutato cipiglio. Vogliamo ispezionarla di nuovo fra un annetto o due, visto quello che sta succedendo nel partitismo italiano? Perché sapete, il dott. Malvone o Raschione o Raschino che sia, standoci sempre in mezzo, non ne ha mai capito un cazzo.

p.s.

Non ci interessano più di tanto i suoi inutili trascorsi, ma lui li scaccola ovunque. Da qualche giorno veniamo qui per ribadirgli che è un prolisso cacasotto rieditante per la 1002esima volta il suo unico e sempre identico post. Intanto lo esercitiamo nel solo mestiere che conosce: il raschiamento.




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31 marzo 2007

UN QUESITO SULL'EX OMOFOBO MALVONE

Dateci una mano, cortesi lettori e affiliati. Come diavolo lo chiamiamo, fatto salvo il dott.: Malvone, Raschione o Raschino?

Attendiamo con ansia. L'interessato è per il momento ammesso alle trattative: veda di trovarsi in loco al prossimo congresso di Aquisgrana, che si terrà a Brisbane a partire dal 17.07.2009.




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31 marzo 2007

CUM SIT MALVONE MISERABILIS VIGLIACCUS

siamo costretti ad aggiornare:

commento di la redazione   il 31/03/2007 22.29.35, 87.8.120.xxx commento di red. cac. il 31/03/2007  17.32.24, 87.8.120.xxx: «Dott. Malvone, scusa se solo qualche giorno dopo essere stato informato del fatto che ti sei occupato di me, come al solito timidamente, ti depongo qui due parole quae utilius sit per te audisse quam mihi dixisse. Il fatto che parli di striscio di Noi red. cac. con chi chiamasti "coso" e "ninfetta" (per noi del blog che ben sai topogonzo e beverendo) si addice perfettamente alla tua natura di pallone gonfiato e cacasotto. So pure che a Noi red. cac. invidi sia il cognome (che ti riduce al rango di miserabile presquomonimo) sia il nome (non abbiamo parentes di pari ingegno) e sappiamo pure, Noi red. cac., che non appena ti si avvisò "ch'io son lo pongiglione e tu se' 'l bue", ti sei zittito prudentemente e t'as foutu le camp, ben poco resistendo in un patetico dispitto. Ora ti sto avvisando che se ne avrò tempo e voglia sputtanerò te e questo tuo tronfio blog, con il suo codazzo di deficienti postisi dietro al culo di un fesso cangiante e convinti di avere un duce di rango, per molti anni a venire. Se ti va il gioco lo conosci, belinone».

p.s.

Ridepositiamo perché i raschiamenti di Malvone sono risposte coatte. Lui sa che la fuga e il pianto sono nel suo DNA, e grazie a Noi che rimediamo non se ne fa più un problema.

e riaggiornare:

commento di yoshi   il 31/03/2007 20.43.19, 87.20.130.xxx

Dotto', evidentemente stasera Lei è da solo. Ci penso io. Slec, slurp, slec, slinguazz...

commento di malvino il 31/03/2007 22.33.36, 151.73.200.xxx

Yoshi, non cagarteli nemmeno: è robaccia.

commento di la redazione di topgonzo il 31/03/2007 22.39.35, 87.8.120.xxx

Troppo tardi, dott. frignone: aveva già leccato. Rieccolo: ... la redazione, 31/03/2007 22.29.35, 87.8.120.xxx commento di red. cac. il 31/03/2007 17.32.24, 87.8.120. «…OMISSIS…»

p.s.

Ridepositiamo perché... OMISSIS... Una cosa ancor, nostro dottor: che ne fa dei feti, dopo che li ha raschiati?




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31 marzo 2007

DE MISERABILI MALVONE

dobbiamo comunicare quanto segue, leggibile pure su http://topgonzo.ilcannocchiale.it
(sappiamo che sarebbe stato meglio un bel katà, hellenistì ?ata, 
ma non è colpa nostra se malvone non conosce il greco, e il latino "in" potrebbe confonderlo), con il titolo 
APPENA NE ABBIAMO AVUTO IL TEMPO CI SIAMO RIVOLTI AL LACONICO MALVONE

 
in questi pacati termini 
che qui riportiamo fedelmente, tratti da due post del suo blog, che il dottore raschierà al più presto:

Commento di red. cac. il 31/03/2007 17.32.24, 87.8.120.xxx
Dott. Malvone, scusa se solo qualche giorno dopo essere stato informato del fatto che ti sei occupato di me, come al solito timidamente, ti depongo qui due parole quae utilius sit per te audisse quam mihi dixisse.
Il fatto che parli di striscio di Noi red. cac. con chi chiamasti "coso" e "ninfetta" (per noi del blog che ben sai topogonzo e beverendo) si addice perfettamente alla tua natura di pallone gonfiato e cacasotto. So pure che a Noi red. cac. invidi sia il cognome (che ti riduce al rango di miserabile presquomonimo) sia il nome (non abbiamo parentes di pari ingegno) e sappiamo pure, Noi red. cac., che non appena ti si avvisò "ch'io son lo pongiglione e tu se' 'l bue", ti sei zittito prudentemente e t'as foutu le camp, resistento per poco nel patetico dispitto. Ora ti sto avvisando che se ne avrò tempo e voglia sputtanerò te e questo tuo tronfio blog, con il suo codazzo di deficienti postisi dietro al culo di un fesso cangiante e convinti di avere un duce di rango, per molti anni a venireSe ti va il gioco lo conosci, belinone.

Siamo perfettamente indifferenti alla reazione del tronfio Malvone. Se tace, non sarebbe la prima volta; se risponde, avremo  modo di spiaccicare uno dei più immotivatamente tronfi fessi del cannocchio.




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29 marzo 2007

VABBE', D'ACCORDO, IL DOTTOR MALVONE È UN IMBECILLE

ma c'è in giro una caterva di fessi che se lo merita proprio. Guardate qui:

 

Oggi il dott. Malvone è stato su radiotre. Sfortunatamente non eravamo a casa, e questo è normale. Altri invece c’erano, a casa, e hanno avuto la fortuna di ascoltare. Pudicamente, il dottor Malvone ne dà tardiva notizia, usando per modestia un corpo piccino piccino :


Malvino su Radio3, intorno alle 15,30. Si parla di Dico.
Postilla Ho ricevuto una trentina di e-mail relative a quello che ho detto in trasmissione: 7-8 sono piene di insulti, 3-4 dissentono con toni abbastanza educati, 2 pongono questioni di un certo interesse, le altre si complimentano in modo forse addirittura imbarazzante. Cercherò di rispondere a tutti, datemi qualche giorno. Grazie.


L’exploit del dott. Malvone non era però sfuggito all’udito da bracco di un’antica conoscenza del Dottore (e anche nostra, a onor del vero), che, nella gioia del ritrovare un vecchio amico, non risparmia le effusioni:


commento di Conques il 29/03/2007 16.48.32, 87.0.177.xxx
buondì Castaldi! bentrovato. ascoltavo Fahrenheit e mi sono ritrovato sulle sue posizioni. è vero! ci si fermò (allora) poco dopo Porta Pia, senza concludere mai quel necessario processo di devaticanizzazione che oggi vodrebbe l'Italia in buona compagnia del resto d'Europa: laica. tuttavia, tuttavia.. se la difesa strenua che i Dico meritano porterà ad una grave ed irrimediabile crisi di governo, bisognerà fermarsi quel passettino prima del baratro, bisognerà usare quella levantina saggezza che garantì alla serenissima repubblica veneziana (per esempio) parecchi secoli di sopravvivenza e di prosperità, al riparo dalle mire coloniali di Roma. difesa del laicismo, in quanto filosofia, e della laicità dello Stato ad ogni costo?? anche rischiando di tornare nelle grinfie di un Berlusconi vaticanizzato?? direi di no.
salute!
LM
ps
ma lei è lo stesso Castaldi che scriveva nel forum del Riformista? io, all'epoca, ero bersagliato dai veleni di tale Gastaldi..

Non poteva mancare (non sarebbe stato educato) la pacata replica dell’omaggiato:


commento di malvino il 29/03/2007 19.53.12, 151.73.133.xxx
Flavio Gastaldi era ed è un poveraccio: niente a che vedere con me. Grazie per i complimenti, a me era sembrato d'aver zagagliato un po'.

Bello vedere due vecchi amici che si ritrovano. Il tempo ha incanutito le loro tempie, ma non ne ha involgarito il signorile tratto. Ecco, a nostra memoria, il loro ultimo scambio prima che, oggi, i loro passi tornassero a incrociarsi:


Di: Luigi Castaldi | Inviato il: 10/5/2003 7:44:23 PM


Mettiti a quattro zampe, ninfetta, chè così non vedi la faccia e ti faccio godere.


Di: L.M (Conques) | Inviato il: 10/5/2003 11:55:28 PM


mi piacerebbe...


incontrarti e romperti il culo a calci: fascista di merda!




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11 marzo 2007

MALVINO, LO SAI CHE PUZZI (DI MORTO DENTRO)?

Da http://topgonzo.ilcannocchiale.it:
Spesso siamo accusati di fare gli spiritosi su questioni che meriterebbero maggiore rispetto. Adesso tirate il fiato e leggete questo recente pezzo del Dr. Malvone, che qui riportiamo con un carattere il più possibile consono alla di lui piccineria.

Dal sito web dell’Avvenire (10.3.2007) prendo questa notizia: “Nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Bologna si è svolto il funerale di Maria Salvatore, morto a 17 settimane dal concepimento per un aborto volontario il 9 febbraio”. Numerose le mie perplessità: d’ordine teologico, sia chiaro. Per poter avere un funerale religioso il feto doveva essere stato battezzato, e ancora vivo: mai sentito parlare di battesimi post mortem, ma può darsi sia per mia ignoranza, nel qual caso sarei grato a chiunque del gregge (non ha importanza se pecora o pastore) volesse delucidare. In attesa, do per scontato che il feto sia stato battezzato vivo; devo dare per scontato pure, quindi, che all’espulsione dall’utero sia sopravvissuto almeno il tanto da permettere la cosa; devo dare per scontato, altresì, che al momento dell’espulsione del feto ci fosse un sacerdote o chi abitualmente è legittimato a battezzare, anche se laico.  Anche qui, perplessità su perplessità. Se è stato abortito volontariamente a 17 settimane, poteva esserlo solo ai sensi dell’art. 6 della legge 194/1978 [L’interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, può essere praticata: (a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; (b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna]. Può essersi trattato solo di una gravida che, in pericolo di vita, abbia deciso di sacrificare il feto o di un feto malformato che minaccia salute fisica o psichica della gravida: situazioni nelle quali una gravida cattolica comunque non decide l’aborto, si tiene il feto ché poi la beatificano.
Obiezione: può aver, prima, deciso di abortire e, dopo, essersene pentita? Quanto tempo dopo l’espulsione del feto? Un tempo certamente inferiore a quella sua sopravvivenza: può essere bastato per trovare un sacerdote o un laico legittimato a battezzare il feto, visto che il tutto dev’essere accaduto in un luogo dove dovrebbe essere difficile trovare un cattolico?
No, io penso che non debba essere stata la donna a volere il battesimo. Il padre, allora? Può darsi, ma in tal caso è davvero strano che la cosa sia stata liquidata in due righe di cronaca senza montarci sopra la solita polemica sui diritti del padre sul feto.
Mi pare di poter concludere che delle due una: o il feto è stato battezzato senza il consenso dei genitori o i funerali religiosi sono stati fatti al cadavere di non battezzato. Entrambe le cose mi paiono gravissime, ma – come dicevo all’inizio – in ordine a ragioni di coerenza nell’ambito teologico e dottrinario.
E poi: i funerali sono stati celebrati in presenza di una piccola bara contenente il feto? Se sì, quali leggi consentono di disporre liberamente di un feto abortito? Se no, perché solo un mese dopo?
Domande che ho come il presentimento non debbano aver risposta.

commento di  
xxxxxx (su topgonzo) il 11/03/2007 16.25.13
Fa vomitare. Oltretutto, nella sua crassa ignoranza e nella sua presunzione di sproloquiare su tutto, ignora che qualunque essere umano, anche non cristiano è legittimato a battezzare.




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29 gennaio 2007

MALVINO È UN PIRLA

ma non chiedeteci perché, se ancora non lo avete capito da soli.

Saluti. 




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26 dicembre 2006

MALVINO CON IL RETROGUSTO

Riceviamo dai nostri amici di topgonzo e come sempre pubblichiamo.

Un retrogusto

Oh, com’è puntuta la penna del dott. Malvone! Come implacabilmente maneggia lo scudiscio! E ce n’è per tutti: non solo i preti, non solo il gregge dei cattolici. Tie’, Harry. Tie’, Beppegrillo. Tie’, Tombolini. E tie’ anche tu, Adinolfi, che su Welby non hai scritto niente, per quello che avresti potuto scrivere. Lei ci piace, dott. Malvone, così combattivo. Un polemista di razza, ecco che cos’è. Stavolta poi, che la Sua vis è sorretta da AUTENTICO SDEGNO DOC. Altro che il Malvone Cinico e Disincantato: qui c’è il Malvone Furioso, con lancia e spadone. Qui c’è l’ira funesta di Achille Incazzato Nero, reduce dal funerale di Patroclo. Epperò.
Epperò, cos’è quel retrogusto amaro? Forse si poteva fare meglio? Forse si poteva fare di più? Forse si è persa un’occasione? Sì, è così. Un medico. Nella Direzione.  Ma, i rischi. L’Ordine. Il PM. La famiglia. Mammà.
E pensare che, con i tempi della Giustizia... la risonanza...le Europee...Sì, Giacinto ha promesso, ma…si sa.

Sono le 3,30 del mattino, e il dott. Malvone proprio non riesce a riprendere il sonno, ancorchè si tratti incontrovertibilmente del Sonno del Giusto. Provi a contare le pecore cattoliche, Dottore.


P.S.
Aggiungiamo soltanto che, in mancanza di pecore cattoliche, può contare i zartapicchi antilericali.

 




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